La Biblioteca Cicognani a Faenza

La Biblioteca C. Cicognani

L’attuale biblioteca diocesana è nata nel 1953 con l’inaugurazione del seminario fortemente voluto dal vescovo mons. Giuseppe Battaglia (1890-1984). Il cardinale Gaetano Cicognani (1881-1962), antico ex alunno, volle dotare l’istituzione di una biblioteca aggiornata e funzionale.

Lo racconta lui stesso al tempo in cui era nunzio in Spagna, in una lettera al fratello Amleto Giovanni, allora delegato apostolico negli Stati Uniti, in cui parla dell’idea del vescovo faentino per la realizzazione di un nuovo seminario, datata 16 dicembre 1946:
Non so se il vescovo ti ha scritto al riguardo, a me no, però per evitare che mi inviti a una cooperazione superiore alle mie possibilità, mi sono fatto avanti (frase romagnola) io stesso, e gli ho manifestato che limiterò i miei sforzi ad un solo oggetto, e lo indovinerai: alla biblioteca. Ho già qui due mila volumi di teologia, di diritto, di filosofia, che faranno una gran bella figura, e ho potuto acquistare tutta la collezione dei padri greci e latini del Migne. Il brevissimo tempo che dovrei dare al passeggio, lo passo visitando librerie di libri vecchi, e ho potuto trovare opere buone...

ORARI DELLA BIBLIOTECA

9.00-13.00 dal lunedì al giovedì 15.00-18.00 giovedì

Storia

Per questo, appassionato bibliofilo quale era, acquistò personalmente intere collane, preziosi incunaboli, cinquecentine bibliche e patristiche, fino agli studi più recenti.

I volumi splendidamente rilegati in pelle e con lo stemma vennero inviati a più riprese fino alla sua morte sopraggiunta nel febbraio del 1962. Tale fondo andò ad aggiungersi a quello primitivo del seminario voluto dal vescovo faentino Annibale Grassi nel 1576 dopo il concilio di Trento.

Nel 1773 si aggiunse parte della biblioteca del collegio dei Gesuiti comprendente anche alcuni volumi appartenuti al cardinale Carlo Rossetti, vescovo di Faenza dal 1643 al 1681. Altri vescovi quali Stefano Bonsignore (1807-1826) e Giovanni Benedetto Folicaldi (1832-1867) legarono parte delle loro raccolte alla biblioteca.

Così è nata nel tempo questa istituzione, recente di costituzione, ma antica di storia, dotata oggi di un ricco e variegato patrimonio librario che indirettamente è lo specchio della cultura del clero faentino, visto che molti fondi sono andati ad aggiungersi nel tempo a quello antico e in questa sede basti un accenno ai principali: quelli di mons. Giovanni Lucchesi e Antonio Savioli primi bibliotecari, poi la raccolta di mons. Salvatore Baldassarri arcivescovo di Ravenna, di mons. Giandomenico Gordini docente di storia della Chiesa ad intere generazioni di preti, di mons. Francesco Mancorti, e di tanti parroci che hanno lasciato i loro libri.

Non va dimenticata la notevole raccolta di un laico che tanto ha lavorato in biblioteca: Carlo Moschini, la famiglia ha donato tutta la sua ricchissima collezione di libri locali riguardanti soprattutto l’agiografia e le devozioni popolari. Così il recente ampliamento e adeguamento alle nuove normative di sicurezza ci permette di attingere ad un ricco patrimonio di storia che è specchio della nostra vita di fede.

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